mercoledì, 03 febbraio 2010

Il Mio Tango

 

Ti scruto,

dall'alto delle mie scarpe nuove

di vernice luccicante

bianche e nere di colore.

Tu seduta,

titubante

con occhi profondi come il mare,

in quell' abito lungo e nero

che ti stringe forte i seni.

Sei tu, la mia esistenza intera,

che io ho scelto ed ora pretendo.


L'orchestra inizia a suonare

e la mia mano ti raccoglie.

Questo è un tango amore mio,

e dobbiamo arrivare fino in fondo.

Questa è la nostra vita,

fatta di passione, sangue

e tanto sudore.

Osservami mentre ti guido,

mentre ti trascino, ti lascio

ti piego e ti riprendo,

dimmi col tuo sguardo

dove vuoi che ti porti,

dimmi dove trovare la felicità.


E poi..

baciami, amami, ballami, stringimi

forte in questo tango;

in questa sala da ballo fatta

di sentimenti, malinconia e cemento,

dove io solo decido dove andare

ma dove sin troppo spesso

mi ritrovo in vicoli ciechi

che nessuno ha avuto l'accortezza di segnalare.


Spogliami

di ogni pregiudizio e di ogni inibizione,

gustami, guardami

negli occhi mentre ti afferro, ti respiro

e prima di fonderci in un' unica essenza

in un orecchio

ti sussurro:

la vita è un lungo tango anima mia

e il tango è amore.

 

S.

 

" Il tango è una storia d'amore.. e non una rosa in bocca"

( Pier Aldo Vignazia )

 

 

Questo post potete leggerlo anche su Gotanblog!

Bellissimo blog che parla di tango.

Il Mio Tango

 

venerdì, 29 gennaio 2010

Mi hanno clonato!!

Ho aperto questo blog poco più di un anno fa e l'ho fatto con lo scopo di aprire una valvola

di sfogo fra me ed il mio alter ego.

Con lo scopo di scindere le mie due essenze, di dividerle, di spaccarle in due per avere la

possibilità di farle guardare a vicenda in maniera distaccata ed oggettiva.

Non ho mai avuto nessun altro scopo, se non quello di fare un'approfondita autoanalisi

per capire cosa davvero voglio dalla vita, dalle persone, da me stesso per raggiungere la felicità interiore.

Con la voglia di mettermi anche un pò in gioco, non tanto in merito al modo in cui esprimo

le mie emozioni su questo blog, ma più che altro per avere un feedback da chi avesse avuto

il piacere di leggermi, di commentarmi e perchè no di criticare le mie prese di posizione.

E ho sempre apprezzato ogni tipo di interazione che i lettori sporadici o continuativi hanno avuto

voglia di darmi.

E fino a ieri sera, non avevo mai pensato a qualsiasi altro tipo di implicazione che le mie emozioni

e i miei sentimenti espressi qui in parole, avrebbero potuto dare al mondo.

Sinceramente perchè credevo NON CI POTESSE ESSERE nessun altro tipo di interazione fra questo

blog e il mondo, a parte il piccolo universo in cui è stato creato e in cui vive.

Credevo scioccamente che vivesse in uno stato di quasi completa autarchia.

Bhè.. sai che c'è? C'è che così invece non è.

Io non so se quello che adesso andrò a raccontarvi è già capitato a qualcuno di voi amici che

ogni tanto mi leggete e come vi siete o sareste comportati a riguardo.

Mi hanno clonato!!! :-)))))

Ovvero qualcuno ha fatto suoi alcuni miei post e li ha "venduti" ai propri lettori come propri.

E la cosa più che disturbarmi, in realtà un pò mi turba.

Non sono un internauta dell'ultima ora.

Sono online dal 2000, quando si navigava con il modem a 56kb e qui a milano si usava NoPay!

Grazie a quegli anni, ho fatto di internet e dell'informatica il mio lavoro, e mi sono garantito una brillante carriera.

Ma mai mi era capitato fino ad oggi di scontrarmi con una cosa del genere.

Lo vogliamo chiamare "diritto d'autore"?? :-)))

E la cosa più incredibile è che quando ho fatto notare la cosa alla persona in questione,

sono stato attaccato e additato a mia volta come "il copione".

Ripeto, non sono innervosito da questo ( per essere sincero fino in fondo, in realtà, non me ne sbatte proprio una cippa di cazzo)

anzi sotto alcuni punti di vista la cosa mi provoca anche una discreta ilarità.

Diciamo più che altro che è stato uno spunto di riflessione.

Su questo blog ho sempre parlato di me, riflettutto sulle mie emozioni e sentimenti

e sulle persone che mi sono passate accanto.

Non mi era ancora successo che questo blog mi facesse trovare uno spunto di riflessione

sulla società in generale e sui comportamenti di persone che non conosco e non mi sono vicine.

Quindi alla fin fine un grazie a questo strano personaggio che sul suo blog continua imperterrito a negare

l'evidenza e a difendere il suo mondo fatto di cartapesta e fiori di plastica.

La cosa che più mi spiace è che ci sarà comunque qualcuno che continuera a credere alle sue parole

senza rendersi conto di come sino ad ora è stato preso in giro leggendo emozioni in affitto.

Che dire; che continui pure; se si diverte :-D

Almeno così, con la nuovola di polvere che ho alzato, dovrà cercare "qualche altro autore a cui ispirarsi".

Ho difeso il mio "diritto d'autore", e ne vado fiero! :-))

 

Nella vita, e su internet, è proprio vero che non si smette mai di imparare!

 

S.

 

p.s.

 

visto che sono certo che leggerai questo post, volevo dirti solo un' ultima cosa caro amico,

io e te la verità la sappiamo, quindi prendine coscienza: sei un pagliaccio! ;-))

lunedì, 25 gennaio 2010

Fosse per me

Ho gli occhi che mi bruciano, probabilmente per colpa dell'aria condizionata.

Non tanto per il caldo, perchè cerco sempre di trovare un giusto compromesso

fra la temperatura interna ed esterna, ma più che altro perchè rende l'aria

molto secca e avendo la congiuntiva delicata, dopo un pò inizio a vedere annebbiato.

Ma questa notte ho bisogno di vederci chiaro, quindi abbasso il finestrino e faccio

entrare un pò di gelida aria cittadina.

E' bella Milano...

Soprattutto quando ci guidi attraverso alle 2 del mattino.

Quando tutti i semafori sono lampeggianti, il traffico è ai minimi termini

e hai seduto a fianco John Fogerty che canticchia e ti fa compagnia.

Fosse per me, starei in giro tutta la notte;

attraverserei questa città da parte a parte,

come un coltello caldo che affonda nel burro,

immerso nei miei pensieri

fumando una philip morris ogni tanto seduto su una panchina.

Fosse per me.

Ma ci sono tante, troppe cose che questa notte non mi permettono di farlo.

E allora esco, seconda, terza, metto la quarta e rallento accorgendomi che

ho già superato i 120.

Rallento, passando davanti ad un camioncino che vende panini, e mi volto;

E lo guardo, come se il tempo si fermasse e frammenti di vite passate

mi si infrangessero davanti agli occhi in un milione di piccole schegge luccicanti.

Fosse per me.. ma la realtà è, che credo poi tutto questo potere decisionale nella vita

non è che ce l'abbiamo.

Le cose accadono, le disgrazie capitano, le persone spariscono,

un amore fugge e un altro ne arriva,

bussano ospiti inaspettati, nascono figli inattesi mentre gli amici ci salutano.

E noi siamo lì, a prenderne atto e a ricominciare ogni volta.

Possiamo solo accettare e lo facciamo, cercando di dare il massimo,

cercando di mettere a frutto con le nostre capacità e la nostra esperienza

quelle carte che non abbiamo chiesto, ma che qualcun altro ha mischiato e distribuito.

Do un'occhiata veloce al retrovisore, metto la freccia, svolto

e schiaccio a fondo sul pedale dell'acceleratore mentre con la mano

sfioro leggermente un tasto sul volante e cambio CD.

Ascolto.

E mi si apre un leggero sorriso sul viso.

La vita è un tango.

Dove il destino guida, sceglie i passi e le figure, portandoci nella direzione che più

gli aggrada, senza possibilità di ribattere.

E noi da bravi partner lo seguiamo, cercando di rispondere ad ogni suo movimento,

ad ogni suo respiro, tendiamo i muscoli e li distendiamo.

Ci avviciniamo, ci allontaniamo, lo amiamo e poi lo odiamo.

Diamo il meglio di noi stessi, perchè non possiamo fare altrimenti.

Ci facciamo bellli e ci teniamo caldi, in attesa che passi e ci inviti a ballare.

 

S.

 

"Ma cosa devo fare allora?"
"Danzare" rispose "continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l'altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano".
Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro.
"Danzare è la tua unica possibilità" continuò "devi danzare, e danzare bene. tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai, forse anch'io potrò darti una mano. Finchè c'è musica, devi danzare!"

( Da: Dance Dance Dance di  Murakami Haruki)

 


domenica, 03 gennaio 2010

Troppo spesso, dimentichiamo.

Seduto sul divano, allungo i piedi sul tavolino e nel buio più totale osservo
l'albero di natale che con la consueta intermittenza
si accende e si spegne cadenzato..

Se in testa non avessi ben altro potrei vedere in questo una metafora di vita;
Alti e bassi, felicità e tristezza o altre puttanate del genere...

Ma no; sto pensando ad altro.

Ho in testa la sintesi e l'antitesi di tutto,
ma credo che davanti a certe situazioni sia normale... Almeno per me.

Sai che c'è?

C'è che camminiamo come equilibristi ubriachi su una sottile corda di cristallo;
E se scivoliamo o la corda si rompe?

Beh siamo un circo serio, che vuole spettacolo ed adrenalina;
qui da noi le reti protettive non si usano!

Se scivoliamo possiamo solo giungere le mani e provare a ricordare,
come tanti anni fa, ci hanno insegnato a pregare.

Esseri fragili, instabili e un pò pacchiani.
Questo sembriamo probabilmente ad occhi elevati o stranieri.

Animali fieri di aver conquistato un pianeta, eppur così deboli davanti al fato.

Abbiamo un cervello enorme, con il volume di un motore 4 tempi
in grado di spostare un utilitaria, eppur così piccolo da riuscire a ricordarsi
di un qualche dio solo nel momento del bisogno.

E in quel momento.. Facciamo promesse, giuriamo e spergiuriamo
invocando qualcosa o qualcuno che non conosciamo,
ma che accettiamo sia l'unico a poterci dare un aiuto.

Ma soprattutto..
Troppo spesso, dopo aver superato nel bene o nel male certi giorni,
dimentichiamo.

Dimentichiamo di aver deciso di smetterla di correre,
dimentichiamo di aver deciso di dedicare più tempo alle persone care
e alle cose che ci rendono felici,
agli amici, ai viaggi o all'amore.

Dimentichiamo di esserci resi conto di lavorare troppo,
che è forse  il momento di smettere di fumare, di leggere di più,
di fare uno strappo alla dieta o aprire quella bottiglia
di sagrantino di montefalco impolverata;
che sarebbe il caso di fare un paio di telefonate:
per chiedere scusa, accettare delle scuse
o semplicemente parlare con qualcuno che non sentiamo da troppo tempo.

Lo dimentichiamo..
Forse per paura, di ricordare troppo spesso,
che in fin dei conti siamo poco più di una radiosveglia.

Lo dimentichiamo;
finché di nuovo, non arriva il momento di aprire l'armadio
e togliere dalla gruccia, quell'abito scuro.


S.


Prete: "Ricordati che devi morire!!!"
Troisi: "Come?"
Prete: "Ricordati...che devi morire!!!"
Troisi: "Va bene..."
Prete: "Ricordati che devi morire!"
Troisi: "Si', si' ...no... m'o me lo segno, proprio... c'ho una cosa... non vi preoccupate..."

 


lunedì, 28 dicembre 2009

Dedicata a te

Ti guardo,
negli occhi e a volte,
mi sembra di star davanti ad uno specchio.

Affogo in quell'azzurro
che cerca felicità in ogni angolo e
scruta il mondo con cuor di donna e animo da bambina.

Ti osservo camminare, ballare e ridere,
ostentando una spensieratezza seppur solo superficiale,
che nasconde, se non ad occhio attento, un turbamento celato.

Mi prendi la mano scendendo le scale
ed io ti sento, ti vivo;
io ti conosco.

Mi giro, ti sveli e ti sorrido.
Ma chi sei tu, che scuoti e scaldi la mia anima sopita?
Un ultimo sguardo, poi mi volto; e penso alla primavera.

S.

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