venerdì, 27 novembre 2009

I cattivi pensieri e la pedana vibrante

Un'altra settimana pesante,

credevo meno di quella passata,

ma sta finendo con gli ennesimi problemi...

Settimana scorsa li ho risolti, quasi al fotofinish.

Perchè in fin dei conti questo è il mio lavoro.

Io risolvo problemi e sono parecchio bravo nel farlo.

Settimana scorsa li ho risolti,

ci ho messo la faccia, sono partito da milano giovedì alle 16.00

per un cosiddetto viaggio della speranza.

La settimana sembrava quasi finita, eppure alle 21.45

bevevo un caffè con il portiere dell'albergo che mi spiegava

come non capisse cosa fosse successo.

Alle 22.07 caricavo i due colli dispersi in auto e prima

di ripartire davo un'ultima occhiata a Roma che tutta illuminata

si stava addormentando.

Ero già stato a Roma, ma non l'avevo mai vista così

distesa sotto i miei occhi, dall'alto del Tuscolo.

Sembrava una bella donna che ti aspetta succinta nel

letto a tre piazze di un hotel a 5 stelle.

Ma io, purtroppo, non potevo soddisfarla.

Via per la continuazione del mio viaggio..

Frascati, Monteporzio, autostrada, grande raccordo anulare,

Roma Nord, A1, Orte....

E su per la E45... quasi 300km di statale, con già più di  700Km di strada

sulle spalle, verso la capitale bizantina.

Già.. ma questo è quello che so fare, trovare soluzioni impossibili

a situazioni del cazzo;

Guidare non mi ha mai pesato,

ma quando fai 1070 km in 11 ore tirate,

hai troppo tempo per pensare.

Pensi anche  quando gli occhi iniziano ad appannarsi,

o quando all'autogrill inizi ad irritarti per i camionisti che

vogliono attaccare bottone per forza.

Pensi.. mentre quella riga bianca tratteggiata

scorre così veloce da sembrarti ormai un'unico divisorio

continuo ed ondulato.

Le luci diventano stelle, l'ennesima sigaretta ti fa venire i conati,

neanche la coca cola e i mille caffè ti tengono più sveglio.

Ma visto che mancano ancora 120 km,

devi inventarti l'ennesimo stratagemma

per non soccombere a morfeo.

Ed ecco che magicamente sfoggi : I Cattivi Pensieri.

Quella zona morta e oscura che sta in fondo a destra,

nella tua testa, in quel posto in cui non guardi mai,

perchè fa male come un pugno nei reni e

ti fa sudare freddo.

Quei pensieri che stanno dietro ad una porta sbarrata,

che odi ricordare e che ti tengono sveglio la notte quando

sdraiato nel tuo letto, con la testa affondata in un cuscino

di piume, non riesci a dormire..

Figurati se sei in macchina e stai guidando.

Sono come una siringa di adrenalina sparata dritta dentro la giugulare,

ti si aprono gli occhi, ti si serrano di colpo le mani sul volante e

il piede ormai assopito scende pesante sull'acceleratore.

Sogni infranti, amori finiti, amicizie tradite, finite, per colpa tua

per colpa degli altri o per colpa di dio.

Non guardi più l'orologio, ti si induriscono i lieneamenti del viso,

i cartelli stradali perdono consistenza in questo nuovo vigore

creato e autogestito.

Sfogli come un libro tutta l'immensità di puttanate che hai compiuto nella

tua vita e in un batter d'occhio il paesaggio diventa conosciuto,

inizi a riconoscere le svolte, le curve, i semafori, gli stop sono i tuoi fratelli

i dossi i tuoi amici...

Ooooops...

"Sono a casa."

E mentre lo penso, cerco di chiudere il rubinetto.. basta, i cattivi pensieri non

mi servono più..

Parcheggio, tiro indietro la testa, socchiudo gli occhi, inspiro.......

Espiro e scendo dall'auto, ma quando credo di essere tornato alla realtà,

il profumo salmastro del vento fa uscire dai miei ricordi un ultimo rigurgito di liquido nero..

Stranamente mi metto a ridere, da solo, nel pieno della notte, in mezze maniche,

su un marciapidede alla fioca luce di un lampione.

Rido; e se lo faccio vuol dire che quel macabro cancello è proprio chiuso.

Se non lo fosse, non riuscirei mai a ridere pensando che 18 mesi fa comprai un

appartamento di 74mq solo ed esclusivamente perchè aveva una camera da letto

abbastanza grande (25 mq!) da poter accogliere una pedana vibrante...

Per i più curiosi: la pedana vibrante non è mai entrata in quella casa,

la donna che voleva la pedana vibrante non è mai entrata in quella casa ed è

oltretutto uscita dalla mia vita, io non sono mai entrato in quella casa.

Quella casa è ancora vuota, ed è ancora mia.

Ma oggi è un altro giorno.

Domani, è un altro giorno.

Sabato ho un'altra scadenza, l'ultima.

E una banda di stronzi si è persa 15 notebook a Cagliari,

che sabato mattina devono categoricamente essere a Roma.

Vediamo se riesco a risolvere anche questa volta..

Dalla mia poltrona però.. perchè per quest'anno di km,

ne ho già macinati abbastanza.


S.


p.s.

non è che a qualcuno interessa un bel bilocale di 74mq a una quindicina di km da milano???

 

venerdì, 04 settembre 2009

Wake up to reality ( Blog Re-Opend )

Credo di avere tante cose da dire.. eppure ho aspettato parecchio prima di ricominciare a scrivere.

Un pò come se prolungando la pausa, avessi potuto prolungare le mie vacanze.

Ma non ci vuole un genio, per capire che così non è!

Con cosa torno, dopo 1 mese e mezzo di silenzio?

Bha.. torno sempre con i soliti pensieri post-ferie.

Torno con molte certezze e qualche dubbio.

Rientro nella quotidianità, cercando di non farla diventare routine,

impegnandomi per riuscire di nuovo ad andare a letto presto e

a non alzarmi tardi.

E' un pò come risvegliarsi nella realtà abbandonando il torpore di un meraviglioso sogno...

Questo è..? Solo un sogno?

Non lo so...

E' strano.. anche perchè, non vorrei stare in vacanza per una vita, le vacanze dopo un pò mi stancano.

Come ogni altra cosa ripetitiva, dopo un tot.. sento il bisogno di cambiare;

di rimettere in moto e far lavorare la materia grigia, di risolvere problemi,

di far nascere nuovi progetti a prima vista visionari e portarli a compimento.

Non è il "dolce far niente" che mi fa rimpiangere il rientro..

No.

E' uno stato mentale in cui mi immergo.

Divento più sociale, aperto alle relazioni, addirittura disponibile al dialogo...

Potrei quasi azzardarmi a dire, che il mio senso di onnipotenza diventa molto più malleabile.

Incredibile :-)))

Scherzi a parte..

Dopo una lunga autoanalisi sono arrivato ad una conclusione...

Quando non lavoro, vedo e sento la vita che scorre... sia la mia che quella delle persone che mi stanno vicino.

Quando rientro, mi rendo conto che tendo ad isolarmi nel mio mondo, fatto di poche cose e poche persone

a cui dedico la quasi totalità del mio tempo.. senza riuscire più a guardarmi intorno...

Ecco.. questo è.. sono cosciente di perdermi qualcosa, di cui smarrisco la visibilità.

E questo non mi piace.

Perchè voglio assaporarla questa vita, la voglio sentir scorrere sotto la mia pelle, la voglio amare..

La voglio vivere fino in fondo.

Anche perchè.. che io sappia.. mi sa tanto che un' altra come questa, non ce l'avrò più a disposizione.

E quindi??

Quindi cercherò di farmela andare bene questa vita..

E se va bene a me, buona camicia a tutti.

I'm back!

 

S.

" La vita è dura.. Ma io resisto!!" ;-))